Problemi D’urina

Un Metodo efficace per risolvere il fastidioso problema dell’urina durante le battute di pesca

Il pescatore subacqueo in apnea differisce dal sub che scende con le bombole, non solo per il diverso fine dell’immersione, ma per tutta l’attrezzatura e soprattutto per la permanenza in acqua.

E’ proprio dalla differenza di tempo trascorso in acqua che insorgono diversi problemi, tra cui quello fisiologico di urinare.

Tralasciando i particolari biochimici che inducono un maggiore e continuo stimolo di urinare in acqua, mi sono sempre chiesto, sin dalle mie prime pescate, come risolvere il problema.

All’inizio, ignaro delle conseguenze che ciò comportava, provai ad urinare dentro il pantalone; non conoscevo ancora le caratteristiche delle mute umide, e mi accorsi subito che l’acqua non defluiva, ma rimaneva all’interno della muta. L’urina introdotta dopo pochi minuti si raffreddava, diminuendo il potere termico del mio capo. Inoltre alla fine della pescata la puzza è orrenda e difficile da eliminare, soprattutto se è presente un’eventuale fodera interna.

Che fare?

All’inizio optai per una veloce svestizione prima d’ogni bisogno, poi non essendo sempre vicino o al gommone d’appoggio, o ad un punto accessibile a terra, d’inverno svestirsi per poi rientrare in acqua era un suicidio, per non parlare del pantalone con le bretelle che sostituii subito, con quello a vita alta, con il quale non è necessario togliersi la giacca.

Non era abbastanza.

Fu allora, che un mio amico più esperto di me, mi suggerì di forare il pantalone e di fare fuoriuscire il pene all’esterno; all’inizio lo presi per pazzo!

Poi, preso dalla disperazione, feci la prova su un vecchio pantalone: incredibile, stetti in acqua quasi il doppio del mio tempo senza patire freddo!

Così, da quel giorno, forai tutti i miei pantaloni, compresi quelli estivi.

Ovviamente questo metodo, all’apparenza barbaro, ma molto igienico, comporta, il dover indossare il pantalone della muta senza il costume, e d’inverno l’uso dei bermuda (preferibilmente di neoprene spaccato internamente, perché più caldi e più morbidi), per preservare dal freddo il pene che in ogni caso è già coperto dal fondo giacca. Sono sufficienti dei bermuda da 2 mm di spessore che non alterano l’assetto del sub, per i più freddolosi sono da preferirsi quelli da 3 mm.

Il pantalone, va forato all’altezza della base inferiore del pene, e il foro deve essere una semicirconferenza (senza asportare il labbro rimanente, vedi foto con il particolare).

Per prendere la misura bisogna tenere presente che il pene diminuisce di dimensioni in acqua, soprattutto se questa è fredda.

Completa il tutto una pattina (vedi foto con particolare), che copre il foro quando siamo senza giacca in presenza d’estranei; sub spartani si, ma ineducati mai!

Un metodo simile e d’eguale risultato, più pudico ma più laborioso, è quello di indossare, prima della pescata, quei condom di lattice anallergico, reperibili in sanitaria in confezioni da 20 circa e in tre misure differenti. Si usano per chi non deambula, e sono muniti all’estremità di un corto condotto, cui si collega un tubo di quelli usati per la benzina dei motocicli, lungo 20 cm circa, che fuoriuscirà dal pantalone.

In questo modo il buco sul pantalone sarà piccolissimo (il diametro interno del tubo è di circa 5 mm), si eviterà l’uso degli eventuali bermuda, e magari la sgradevole sensazione di pescare con il pene di fuori.

Da quando uso questo tipo di modifica, riesco a stare in acqua circa sei ore in inverno, senza patire il freddo; inoltre, la pelle del mio corpo non subisce più la sgradevole e poco igienica presenza dell’urina, e soprattutto, non infliggo a me stesso e ai miei eventuali compagni di pesca la tortura di dover sopportare la puzza che l’urina lascia dopo l’immersione.

02/2000,