Ectasy: conoscerla per… non usarla

di Maria Cama

In questi ultimi anni si è, sempre più spesso, sentito parlare, soprattutto in alcuni ambienti, di nuove droghe e di ectasy, ma fino a questo autunno, quando vi è stata la prima vittima ufficiale, se ne sapeva ben poco. E’ stato necessario che giornali e tv per giorni non parlassero di altro perché l’opinione pubblica si mobilitasse e il Ministero della Sanità prendesse i suoi primi provvedimenti in merito.

Malgrado il tanto scriverne e parlarne abbiamo capito cos’è l’ectasy? Si tratta di una nuova droga o no? In realtà l’ectasy non è una sostanza nuova; essa, infatti, è stata sintetizzata già nel 1942; chimicamente si tratta di una molecola molto simile alle anfetamine e alla mescalina (sostanza alluncinogena). Nel gergo giovanile, però, con questo termine, si tendono tutte quelle sostanze stupefacenti che, assunte per bocca, danno l’illusione di essere più disinvolti e sicuri di sé. Sul mercato si presentano come compresse di forma e colore variabili, note, negli ambienti delle discoteche, con nomi quali ADAM, XTC, EVA, TUT, etc, e con a volte, impressa l’effige di personaggi dei fumetti (questo probabilmente per dare l’idea di qualcosa di familiare e, quindi, d’innocuo).

Sovente si tratta di una miscellanea di più sostanze della cui purezza c’è parecchio da dubitare, dati i luoghi e i metodi di preparazione.

In Italia queste compresse sono arrivate agli inizi degli anni novanta e, rapidamente, si sono diffuse diventando la droga per ballare e comunicare. Oggi, il fenomeno, di cui da qualche tempo si stanno interessando i sert, ha assunto dimensioni preoccupanti e, a detta agli esperti, di difficile gestione.

I giovani, infatti, la vivono non come una droga, ma come qualcosa che permette di annullare la stanchezza,

che aiuta a star svegli fino all’alba, e, soprattutto, come mezzo per entrare in contatto con gli altri senza inibizioni e per facilitare la comunicazione.

Recenti ricerche hanno evidenziato che, ad indurre al reiterato utilizzo, è proprio il ricordo delle sensazioni piacevoli e dello stato d’animo positivo che provocano, oltre alle suddette sensazioni positive, una serie di disturbi gravi dipendenti dalla dose assunta, dalla frequenza dell uso e dalla sensibilità del singolo individuo.

Tra i disturbi più frequenti ci sono tachicardia, collasso, alterazione della temperatura corporea, tristezza, depressione, aggressività, allucinazioni. A tutto questo va a sommarsi la conseguenza più pericolosa, determinata dall’uso di queste sostanze, vale a dire la loro neurotossicità ossia la distruzione selettiva ed irreversibile delle cellule cerebrali.

Per concludere, l’ectasy non è una pastiglia qualsiasi che aiuta a divertirsi è, invece, una vera droga ancora poco conosciuta tanto che non vi sono cure per guarire dallo stato psicotico che crea, e non esistono, ad oggi, strutture né pubbliche, né private in grado di prendersi cura di questa nuova tipologia di tossicodipendenti.