Produzione Vivaistica

la proposta di legge

Relazione a proposta di legge Interventi a favore della produzione vivaistica di piante ornamentali ottenuta con metodi biologici

La presente proposta di legge accomuna due esigenze del territorio toscano : una delle aree di pianura interessate alla coltura vivaistica e l’altra delle aree marginali montane interessate alla coltura dell’albero di natale.

La coltura dell’albero di natale rappresenta uno dei più efficaci strumenti per il mantenimento di versanti marginali in coltivazioni economiche a sostegno del reddito di piccoli agricoltori e di cura contro il dissesto idrogeologico.

Tale coltivazione assume sempre più connotati ecocompatibili e inverte il giudizio genericamente negativo verso l’utilizzo dell’albero di natale naturale. La marginalità delle aree interessate rende la coltivazione dell’albero di natale italiano debole rispetto alla concorrenza internazionale, anche per la mancanzadella filiera e delle conseguenti economie di scala; occorre dunque riportare in Italia la produzione delle piantine con tipologie gradite al nostro consumatore.

E’ in questa necessità che si inserisce la proposta di legge della sperimentazione biologica, proprio per dare un deciso indirizzo al settore e un valore aggiunto per sostenere la concorrenza internazionale.

La facilità per la riconversione biologica delle coltivazioni di alberi di natale già in essere rende questo progetto particolarmente fattibile.

I motivi per cui un consumatore sceglie il biologico anche verso coltivazioni no-food, cioè non destinate all’alimentazione umana, sono legati alla bellezza della pianta, al ritrovato profumo e alla rafforzata convinzione di non arrecare, con la scelta dell’albero di natale naturale, danno all’ambiente ma anzi di apportarne beneficio.

Il nesso della ricerca di vivaismo biologico è quindi chiaro e per questo si è pensato di collegare e valorizzare in questa legge l’unica esperienza di vivaismo biologico in Europa, che è presente nella piana pistoiese e valdarnese ovvero nei centri strategici dell’economia florovivaistica toscana.

Promuovere la ricerca di vivaismo biologico serve a stimolare il settore verso una sperimentazione invece particolarmente difficile ma essenziale per cercare di mitigare gli effetti sull’ambiente circostante del vivaismo tradizionale.

La scelta di sostegno alla ricerca è il contrario dell’imposizione di vincoli, è un segno che le istituzioni danno per indicare una strada che pur irta di problemi può alla lunga rappresentare una delle risposte possibili alla competitività del sistema vivaistico toscano nell’ambito internazionale.

La scelta dell’ARSIA come destinataria di gran parte del finanziamento è non solo ovvia sul piano istituzionale ed operativo ma segue e rafforza iniziative già assunte dalla stessa agenzia insieme con l’Università di Firenze e di sostegno ai risultati del tavolo di concertazione da esso avviato con le organizzazioni degli agricoltori, con il Consorzio per la valorizzazione dell’albero di natale del Casentino e con il vivaio Il Merlo.