Vaccinazioni: A Tutela Della Nostra Salute?

Storia di un’esperienza

La storia inizia, come spesso accade, dall’incontro con una persona: tale persona è sostenitrice della libertà sulle vaccinazioni. Nel corso del suo lavoro ha curato, per conto di un editore italiano, alcune ricerche inerenti alle vaccinazioni. Nostra figlia

tra pochi mesi dovrà essere sottoposta alla vaccinazione antiepatite B e allora iniziamo a documentarci su tale vaccinazione e sulle problematiche che la riguardano.

Scopriamo un mondo a noi nuovo e crollano, ai nostri occhi, luoghi comuni molto diffusi, come: “non esistono problemi collegati alle vaccinazioni”. Dopo alcune ricerche ed approfondimenti ci accostiamo con molta cautela al tema vaccinazioni: non siamo, a priori, contrari, come non riteniamo che siano indispensabili per la tutela della nostra salute. Alcune sono tossiche e dannose, altre meno.

Nel corso della storia, in presenza di fenomeni quali la malnutrizione e conduzione di stili di vita malsani, alcuni vaccini hanno contribuito a debellare malattie endemiche, si pensi alla tubercolosi. Tutta la pratica vaccinale, infatti, è nata dall’esigenza di combattere epidemie di malattie potenzialmente mortali (es. vaiolo): in questa impostazione, l’attenzione data agli effetti collaterali è stata quasi nulla. Oggi, nelle nostre società della iperalimentazione e iperigienizzazione dalla vita e delle fasi produttive alcuni vaccini sono divenuti superflui: rappresentano solo business per poche ma forti aziende farmaceutiche.

Alcune problematiche inerenti ai vaccini

La nostra esperienza e ricerca si rivolge prevalentemente alla vaccinazione antiepatite B sebbene abbiamo affrontato, durante l’approfondimento, anche altre vaccinazioni. La pulce nell’orecchio ce l’ha messa la notizia riguardante la nascita della legge che ha reso obbligatorio il vaccino antiepatite B: l’allora Ministro della Sanità, De Lorenzo, ha ricevuto dell’industria farmaceutica che lo produce 600 milioni di lire per far approvare l’obbligatorietà del vaccino in questione (Fonte: “Il giornale per la protezione della salute” n.6/2000).

De Lorenzo è stato condannato, ma la legge … è rimasta!

Ecco, allora, alcuni dati:

– In Italia, prima dell’introduzione dell’obbligatorietà del vaccino, i nuovi casi di epatite B acuta erano in drastica riduzione: passarono da 9 su 100.000 casi (in bambini da 0 a 14 anni), a 1 su 100.000 nel 1990. Il dato non è variato a seguito dell’introduzione dell’obbligatorietà della vaccinazione.

– Chi sostiene la bontà del vaccino antiepatite B esalta a dismisura i rischi della malattia. In particolare si sottolinea come il carcinoma al fegato sia un possibile risultato, a lungo termine, della cronicizzazione dell’epatite B. La vaccinazione di massa servirebbe per ridurre il rischio di tale tumore.

In Italia, però, la presenza del virus era già bassissima (1 su 100.000) prima dell’introduzione del vaccino, e quindi il rischio di contrarre tale tumore era già stato ridotto ai minimi termini.

– La medicina ufficiale sostiene che il vaccino antiepatite B (come pure gli altri) è ben tollerato ed ha scarsi effetti collaterali sistemici. Peccato che non siano stati effettuati studi accettabili con un gruppo di controllo sugli effetti del vaccino. (L’Agenzia americana FDA parla di un campione di 2.000 neonati soltanto, prima di commercializzare il vaccino): mancando tali studi occorrerebbe quindi avere almeno dato molto approfondito sull’azione tossicologia dei componenti del vaccino e sugli effetti collaterali insorti dopo la somministrazione del vaccino.

– Rispetto all’azione tossicologica dei componenti del vaccino vi è da segnalare che la scheda italiana approntata dal Ministero della Sanità riporta una ventina di effetti collaterali. La scheda americana redatta dalla casa farmaceutica produttrice del vaccino “Engerix B” commercializzato ed usato anche in valle d’Aosta) riporta invece circa 80 possibili reazioni avverse tra le quali patologie degenerative del sistema nervoso (sclerosi multipla), patologie cardiovascolari, del sistema immunitario ed altre ancora.

– Principale componente imputato di essere dannoso per l’organismo umano è il mercurio, usato nei vaccini come conservante (nei vaccini compare sotto diversi nomi: nel caso dell’”Engerix B” si trova come sodio etilmercurio tiosalicilato, in altri come Thimerosal …) . Il rapporto dell’Agenzia per le sostanze tossiche americana (Atsdr) definisce il mercurio nella categoria dei veleni e sottolinea come alcuni suoi sali siano potenziali sostanze cancerogene per l’uomo.

Perché il Ministero della Sanità italiano non toglie immediatamente dal mercato i vaccini contenenti mercurio? In attesa che ciò avvenga, l’Assessore alla Sanità della Valle d’Aosta non potrebbe anticipare tale provvedimento per la nostra Regione?

E’ utile fare un altro esempio pratico. L’Ente per la protezione Ambientale americano ha fissato il livello massimo giornaliero accettabile di mercurio in 0,1 microgrammi per kg. di peso al giorno. Il livello massimo assorbibile per un bimbo di 3 mesi, che effettua la sua prima vaccinazione, non deve quindi superare i 0,5 microgrammi (se il suo peso medio è di 5 kg.). Ora, con una vaccinazione “antipertosse-difterite-tetano e epatite b pediatrica” si somministrano al bimbo (con vaccini Acelluvax, Anaxatol Di Te Berna e Engerix B) in una seduta vaccinale ben 62,5 mcgr. di mercurio!!!

– A fronte di possibili effetti collaterali gravi e gravissimi provocati dai vaccini bisogna evidenziare come tali effetti non siano di prassi riconosciuti alla medicina convenzionale: la medicina ufficiale sostiene in modo non scientifico i benefici del vaccino (il dottore è medico e non biologo!), rifiutandosi di sottoporlo ad approfonditi e credibili test prima di impiegarlo e di promuovere studi che evidenzino il nesso causa-effetto tra l’impiego di vaccini e patologie ad essi correlate.

– L’efficacia del vaccino antiepatite B è limitata: è dimostrata, infatti, una sicura efficacia nel 90% dei soggetti vaccinati per una durata di soli 3-5 anni, visto che dopo tale periodo fino al 48% dei soggetti vaccinati presenta un tasso di anticorpi protettivi circolanti basso o nullo!

Così si conferma l’efficacia della vaccinazione per soli 5 anni (Relazione del medico legale dr.R.Barisani).

Perché allora non vengono effettuati periodici richiami antiepatite B?

– L’associazione indipendente “Vaccinetwork” sostiene che il medico dovrebbe avere una approfondita conoscenza dell’individuo e del farmaco, monitorare attentamente gli effetti dei vaccini somministrati (che possono, talvolta, verificarsi a distanza di anni) e segnalarne gli effetti collaterali riscontrati. Alla luce di tale asserzione i medici non dovrebbero limitarsi a rassicurare genericamente i genitori, che chiedono a quali rischi va incontro il proprio figlio, dicendo che il vaccino è ben tollerato e che i rischi a cui si va incontro sono inferiori a quelli della malattia per cui si vaccina, bensì valutare caso per caso.

Il ruolo di Stato, Regione ed Usl

Esiste in Italia una legge, la n.210 del 1992 che regola il tema delle vaccinazioni. Tale legge, tra l’altro, ammette il rimborso fino a 100 milioni a persone lese a seguito di vaccinazioni: peccato che la Commissione che deve verificare la causalità tra vaccino e patologia sia formata dagli stessi medici che, in genere, sostengono in modo acritico l’impiego del vaccino.

Tale legge impone alle Usl di fornire tutte le indicazioni necessarie per valutare l’opportunità di sottoporre i propri figli alle vaccinazioni. Questa legge è largamente disattesa. dalla nostra esperienza possiamo dire che la Valle d’Aosta non rappresenta, attualmente, un’eccezione. Le informazioni date dalla Usl alle famiglie riguardo la necessità di far vaccinare i figli contro l’epatite B, concernevano esclusivamente gli effetti benefici portati dal vaccino mentre tralasciavano tutti gli aspetti legati alle controindicazioni e alle possibili complicanze da esso causate.

Crediamo che la l’Usl della Valle d’Aosta debba ottemperare agli obblighi di legge fornendo informazioni complete e puntuali sulle vaccinazioni.

In un proprio decreto di giugno scorso il Ministero della Sanità ha disposto, come misura strettamente precauzionale, l’eliminazione del mercurio e degli altri conservanti dai vaccini monodose, entro 6 anni dalla data del decreto. La regione potrebbe agire tempestivamente per la tutela dei suoi cittadini, ed eliminare sin da subito i vaccini contenenti mercurio in Valle d’Aosta.

Sul versante francese il Ministro della sanità ha annunciato la revisione delle strategie di vaccinazione obbligatoria contro l’epatite B, secondo logiche di maggior prudenza. La campagna di vaccinazione è cambiata: per gli adulti la vaccinazione resta limitata per le categorie a rischio (esempio operatori sanitari), mentre per adolescenti e preadolescenti sono previste modalità che consentano la valutazione caso per caso del rapporto tra rischi e benefici. Per i neonati, visto che non sono stati segnalati casi di sclerosi a placche nei bimbi al di sotto dei 5 anni, le autorità hanno decisa di far decadere la raccomandazione alla vaccinazione.

Fonti di informazione: Associazione indipendente “Vaccinetwork”; Trasmissione Report (Rai, 2/10/2000); Il giornale per la protezione della salute (maggio 2000)

Giancarlo Rosso e Clea Fornari